Plank
Chiamato anche plank sugli avambracci, plank frontale, plank prono.
Cos'è il plank?
Il plank è un esercizio isometrico a corpo libero eseguito a faccia in giù, con il peso sostenuto da avambracci e punte dei piedi. Sollevi ginocchia e anche da terra e mantieni testa, tronco e gambe su una lunga linea. Il retto dell'addome è l'obiettivo principale più chiaro. La posizione resta ferma, senza ripetere fasi di salita e discesa.

Come si esegue il plank?
Posizione di partenza
- Sdraiati a faccia in giù, appoggia gli avambracci a terra e posiziona i gomiti sotto le spalle.
- Stendi le gambe dietro di te, appoggia le punte dei piedi a una distanza comoda e contrai addome e glutei.
Esecuzione
- Spingi a terra con avambracci e punte dei piedi per sollevare ginocchia e anche.
- Mantieni una lunga linea dalla testa ai talloni, passando per le anche, continuando a respirare.
- Termina quando non riesci più a mantenere la posizione, poi riporta ginocchia e anche a terra con controllo.
Errori comuni
Lasciare scendere le anche
La posizione cambia quando il bacino scende e la zona lombare si inarca. Termina la serie o usa una variante più facile prima che accada.
Sollevare troppo le anche
Le anche alte accorciano la leva e trasformano la linea del corpo in un'altra posizione. Abbassale finché tronco e gambe formano una lunga linea.
Cedere tra le spalle
Quando il petto scende, l'appoggio della parte superiore diventa meno stabile. Spingi via il pavimento con entrambi gli avambracci e tieni le spalle lontane dalle orecchie.
Trattenere il respiro
Contrarre il tronco non richiede un'unica lunga apnea. Tieni l'addome saldo con respiri piccoli e regolari e termina la serie se non riesci a fare entrambe le cose.
Dove inserirlo nella sessione
Usalo dove si inserisce bene un breve esercizio di stabilità del tronco: in una sessione a corpo libero, insieme ad altro lavoro per il core o dopo gli esercizi principali.
Lascia che sia la posizione, non il cronometro, a stabilire il limite. Usa il plank sulle ginocchia o inclinato se la versione completa perde subito la forma; passa a una variante più difficile solo quando la posizione standard resta stabile.
Muscoli coinvolti
Principali
Secondari
- Nessuno indicato in questa guida
Vista superficiale schematica. Alcuni muscoli sono mostrati solo in parte o non sono rappresentati.
Le fonti consultate concordano sugli addominali come obiettivo principale e citano nello specifico il retto dell'addome, ma non concordano sui muscoli secondari. Questa guida mantiene quindi solo l'obiettivo principale condiviso, invece di indicare come target ogni muscolo che contribuisce a tenere ferma la posizione.
Studi scientifici sul plank
La ricerca sul plank misura spesso l’attività muscolare o la risposta immediata al mantenimento della posizione. Queste misure possono spiegare le differenze tra varianti, ma non stabiliscono quale sviluppi più muscolo.
Spostare i gomiti in avanti aumenta l’attività addominale misurata nel plank. Anche mantenere la posizione più a lungo viene percepito come più difficile, ma gli studi seguenti non stabiliscono una durata ideale. Segui la regola della guida di fermarti quando non riesci più a mantenere la posizione, invece di inseguire la durata di un protocollo di ricerca.
Cosa cambia spostando i gomiti in avanti?
In 19 partecipanti, un plank con una leva più lunga aumentava l’attività nella parte superiore del retto addominale e nell’area descritta dai ricercatori come stabilizzatori addominali inferiori. Combinare quella posizione con una retroversione del bacino aumentava anche l’attività dell’obliquo esterno rispetto al plank tradizionale.
Questo sostiene l’idea di considerare un plank eseguito deliberatamente con leva lunga come una sfida diversa. L’esperimento confrontava tenute di 30 secondi e misurava l’attività elettrica, non la crescita muscolare, il rischio di infortunio o la forza a lungo termine.
Tenere la posizione più a lungo produce risultati migliori?
Uno studio su 15 adulti allenati ha confrontato plank sugli avambracci di uno, due e tre minuti in un’unica seduta. Lo sforzo percepito aumentava con la durata. I ricercatori hanno anche misurato lo spessore addominale subito dopo le tenute, che non è un test della crescita muscolare nell’arco di settimane.
Questi risultati non stabiliscono una durata ottimale né mostrano che un plank di tre minuti produca risultati di allenamento migliori. I partecipanti conoscevano già il plank; le durate dei test non sono obiettivi minimi per chi inizia.
Varianti
- Plank sulle ginocchia — Mantieni l'appoggio sugli avambracci ma posa le ginocchia a terra per accorciare la leva.
- Plank inclinato — Appoggia gli avambracci su una panca stabile o una superficie rialzata e lascia i piedi a terra.
- Plank alto — Sostieni la parte superiore sulle mani e sulle braccia tese invece che sugli avambracci.
- Plank a leva lunga — Sposta i gomiti leggermente davanti alle spalle mantenendo la stessa linea del corpo. Aumenti così la difficoltà senza aggiungere peso.
- Plank dell’orsoMantieni la posizione su mani e punte dei piedi, con le ginocchia piegate appena sopra il pavimento.

- Plank con tocco delle spalleMantieni un plank alto e tocca la spalla opposta alternando le mani, tenendo la parte anteriore del bacino rivolta al pavimento.

- Plank zavorratoMantieni la posizione su avambracci e punte dei piedi con un disco che un compagno posiziona e rimuove.

- Plank inversoRivolgiti verso l'alto e tieni il bacino sollevato, in appoggio sui palmi con braccia distese e talloni a terra.

- Plank con trascinamento del manubrioMantieni un plank alto mentre trascini un peso sotto il busto, tenendo il bacino rivolto verso il basso.

Strumenti correlati
Domande frequenti
Quali muscoli allena il plank?
Il retto dell'addome è l'obiettivo principale più chiaro. Altri muscoli aiutano a tenere fermo il corpo, ma le fonti non concordano su quali vadano considerati secondari. La guida mantiene quindi una lista prudente invece di presentare ogni stabilizzatore come allenato allo stesso modo.
Quanto a lungo devo mantenere il plank?
Non esiste una durata unica utile per tutti. Mantieni la posizione solo finché anche, costole e spalle restano ferme e riesci a respirare. Quando la forma cambia, termina la serie o usa una versione più facile che ti permetta di restare stabile.
I piedi devono stare uniti o separati?
Vanno bene entrambe le opzioni. Una base più larga dà maggiore appoggio, mentre avvicinare i piedi riduce la stabilità laterale. Parti da una distanza comoda e tieni fermi entrambi i piedi, senza considerare obbligatoria una misura precisa.
Dove vanno i gomiti nel plank?
Parti con ogni gomito sotto la spalla e gli avambracci a terra. È una posizione semplice e ripetibile. Portare i gomiti più avanti crea una variante a leva lunga, da registrare o trattare come progressione voluta e non come spostamento casuale.
Perché le anche scendono durante il plank?
Hai raggiunto il punto in cui non riesci più ad allineare tronco e gambe. Termina prima che le anche scendano ulteriormente oppure passa al plank sulle ginocchia o inclinato per allenare la stessa forma con una leva più corta.
Il plank alto è lo stesso esercizio?
È una variante simile, ma l'appoggio passa dagli avambracci alle mani con le braccia tese. Questa guida e l'illustrazione descrivono la versione sugli avambracci della voce front-plank di Realm.
Fonti
- Oliva-Lozano JM, Muyor JM. Core Muscle Activity During Physical Fitness Exercises: A Systematic Review. Int J Environ Res Public Health. 2020. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7345922/
- Schoenfeld BJ et al. Long-lever and posterior-tilt plank comparison. 2014. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25325773/
- Al Sheikh Aleais D et al. Acute dose-response of forearm-plank duration. 2022. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9365105/